lunedì 24 ottobre 2011

Alla Fiera dell'Est...

...per due soldi puoi avere un stand per promuovere la tua università.

Ebbene sì, a Sofia si lavora e anche duramente direi.
Il progetto che mi ha portato qui prevede 3 mesi di lavoro in un'azienda locale. Il destino (o chi per lui) mi ha portato a lavorare in un'azienda che promuove la formazione all'estero.
L'evento principale è una fiera che accoglie diverse università del mondo in una fiera di 3 giorni a Sofia, all'interno del famoso NDK (o НДК) in cirillico.
E' incredibile vedere quanti ragazzi siano interessati a trasferirsi e studiare all'estero e in lingua straniera. Ognuno di loro parla almeno 2 lingue e alcuni anche 3 o 4. Padroneggiano perfettamente l'inglese e passano al tedesco in un batter d'occhio per esempio.
E mi chiedo: come mai noi in Italia non facciamo lo stesso? 
Non vorrei alimentare il luogo comune secondo il quale noi non conosciamo le lingue, noi non ci muoviamo dal nostro paese ecc. ma sicuramente lo facciamo in un modo diverso e soprattutto ad una maggiore età.
Sfido a trovare ragazzini che già a 14 anni sappiano esprimere i propri interessi in inglese in modo articolato e perfettamente comprensibile, che abbiano già la volontà di trasferirsi non appena finite le superiori e si preparino addirittura in anticipo ottenendo certificazioni di lingua.
Penso che in Bulgaria siano avvantaggiati da alcuni fattori:
- l'inglese non è un optional è una necessità, quasi tutto ciò che arriva dall'America è in lingua originale, non esiste assolutamente la pratica di doppiare i film al cinema. Se vuoi vedere un film è inglese sottotitolato in bulgaro, o così o nada!
- hanno voglia di conoscere il mondo, sarà per il regime che c'è stato, sarà per il fascino dell'estero, sarà per la critica che muovono nei confronti della propria cultura, ma sanno dove possono trovare il meglio per se stessi e si impegnano per averlo.
- sono spinti tantissimo dai genitori, che a loro volta conoscono l'estero e hanno già frequentato l'università e o lavorano per un paese straniero. E nota bene: anche la generazione precedente conosce le lingue, non è quindi un salto qualitativo della nuova generazione, ma è una pratica ben radicata.

Potreste controbattere dicendo "anche tu sei italiana, anche tu sei all'estero e parli inglese". Ma vi risponderei: "ho 10 anni in più, sono venuta all'estero quasi per disperazione altrimenti  non l'avrei fatto mai e alcuni 18enni qui parlano inglese molto meglio di me".


Quindi "Chapeau Bulgaria"! 


giovedì 6 ottobre 2011

Paese che vai... prezzo che trovi...

Superata la confusione iniziale con una nuova moneta e con in prezzi scritti su pezzi di cartone messi un po' a casaccio, finalmente lo posso dire con sicurezza.
In Bulgaria la vita costa la metà rispetto all'Italia.
Ma non dico la metà tanto per dire, intendo proprio la metà esatta.
La moneta corrente, il LEV bulgaro, vale circa 0,51 €, o meglio, 1€ vale 1,95 LEV.
Va bè direte, semplicemente le cose costeranno il doppio. NO.
In realtà costa quasi tutto la metà, tranne i prodotti di esportazione o le diavolerie tecnologiche o i vestiti all'ultima moda.
Ma se entrate in un supermercato vi troverete a spendere 10-15 LEV portandovi a casa una bella bustona stracolma, per 5-7 miseri euro. Ancora più sconvolgente è l'esperienza dal fruttivendolo: per 1 o 2 LEV (0,5-1€) uscirete dal negozio con almeno 1 kg di roba.
Ma anche le grandi multinazionali hanno adattato i prezzi alla moneta locale.
Prendiamo per esempio McDonald's: i ticipi spuntini spezza fame (che in realtà te ne fanno venire molta di più) in Italia li troviamo ad 1 euro, o meglio ancora a 0,99 cent. Ebbene, anche qui li troviamo a 0,99 cent, ma non cent di euro, bensì STOTINKI di LEV. Quindi i nostri 50 centesimi più o meno.

Dopo tutto questo pippone la riflessione è questa: il "leggero" sospetto che il costo della vita fosse raddoppiato dopo l'entrata dell'euro si è trasformato in un'amara certezza. E questo si sa, però nel momento in cui vedi che una multinazionale decide il prezzo in base alla moneta locale ti si stampa bene chiaro in testa che il prezzo di un bene è determinato dall'idea che si ha di quel bene e non dal suo reale valore. Ok l'azienda dei panini avrà costi diversi in Bulgaria rispetto all'Italia e anche questo determinerà il prezzo, ma sono quasi sicura che se ci facciamo un giretto nel mondo la storia si ripeterà. E quando pensi che stai mangiando lo stesso identico panino ma lo hai pagato la metà... insomma, io poi mi sentirei un po' stupida a pagarlo il doppio una volta tornata in Italia.

Più coerente è Starbucks, i prezzi sono abbastanza in linea con quelli internazionali e i bulgari se ne tengono abbastanza alla larga (visto che un caffè al baretto lo pagano veramente due spicci). Ci vanno solo i fighi con l'iPad.

Sono curiosa di sapere cosa accadrà all'arrivo dell'Euro. Il nostro potere d'acquisto in Italia si ridusse parecchio, ma abbiamo comunque mantenuto un livello di vita dignitoso. Qui invece hanno già il nostro potere d'acquisto attuale, forse anche più basso, visto che lo stipendio medio si aggira sui 500-600 LEV. Se l'arrivo dell'Euro dimezzerà gli stipendi e raddoppierà il costo della vita... bella non è (come disse qualcuno...).